“Amare: tra il dire e il fare bisogna contemplare”

contemplare

..di Pietro e Filomena, Sposi&Spose di Cristo.

Oggi vi raccontiamo una storiella.

C’era una volta una signora che si recò dal medico e gli parlò del suo strano dolore.

“Dottore guardi…ho un non-dolore al centro del cuore.”

“Mi dica qualcosa in più. Si spieghi meglio!” replicò il medico.

“Si, ha ragione…solitamente si va dal medico per i dolori. Io avverto un non-dolore e tanta stanchezza.

Guardi…la mattina mi sveglio e mentre preparo il caffè per mio marito e mentre lui si occupa delle bambine cerco di essere felice, ma poi vengo assalita da tutti i pensieri di ciò che dovrò fare durante la giornata.

Quando penso agli impegni un po’ il non-dolore mi passa…una botta di adrenalina mi riempie le vene e allora come un fulmine inizio a pulire casa, poi esco per il lavoro, poi torno e cucino, poi mio marito torna a casa con i nostri figli che ha preso da scuola ed allora pranziamo.

Pranziamo benissimo, cerco di cucinare tutto al meglio e non trascuro nessun dettaglio. Mentre pranzo mio marito guarda il cellulare e i miei figli dopo un boccone sono già davanti alla TV mentre io finisco di pranzare in piedi mentre inizio già a lavare i piatti, poi…”

“Stop! Signora, ha già detto abbastanza. Quando avverte il suo non-dolore?”

“A fine giornata caro dottore.

Mio marito, che è un brav’uomo e mi aiuta davvero tanto è lì, accanto a me sfinito. I bambini dormono e io ho ancora un filo di forze per pensare a quanto vissuto. La casa è pulita, il lavoro – seppur mal retribuito – funziona…io e mio marito non litighiamo quasi mai…ma, prima di chiudere gli occhi il non-dolore mi assale.

Ripenso in un istante alla mia giornata e vedo solo i compiti che ho svolto…ma non vedo i volti delle persone accanto a me.

Vedo le camice che ho stirato per mio marito…ma non ricordo il suo viso.

Vedo i letti che ho rifatto per i nostri figli, ma non ricordo i loro sorrisi.

Ed è qui che provo il mio non-dolore. Va tutto bene, ma sto male. Amo la mia famiglia, ma non so più che volto ha.

E’ grave?”

Replicò lentamente il medico: “Vede signora…lei dice e fa molte cose dalla mattina fino a sera. Brava. Fa tutto con molta cura e attenzione e la dedizione non le manca.

Una cosa però la sta trascurando. Forse una delle più importanti. Sta dimenticando di contemplare.

Contemplare, star lì innanzi a suo marito, magari senza dire nulla, senza far nulla…ma godendo semplicemente della sua presenza.

Il suo non-dolore nasce proprio da una mancanza di godimento. Non riesce a godere delle persone, degli affetti e delle piccole cose di ogni giorno. Si sta convincendo che amare significhi “dire e  fare”, ma sta dimenticando il contemplare.”

Poi il medico si alzò dalla sua sedia e venne qui a chiedere a te che leggi:

“E tu che leggi, riesci ancora a contemplare il volto del tuo coniuge, dei tuoi figli. Riesci a gustare la loro presenza senza lasciarti divorare dagli impegni? 

Lasci che gli altri assaporino la tua presenza stando semplicemente accanto a loro…a non far nulla di preciso, ma semplicemente stando?

Rifletti! Come cristiani siamo chiamati al Paradiso che, pare, sia la contemplazione eterna del volto di Dio. 

In paradiso si va preparati…prepariamoci dunque a questa contemplazione del nostro Sposo Divino attraverso la contemplazione del nostro sposo umano. E impareremo a godere. Godere veramente e pienamente. Da ora e per sempre.”

Poi il medico aprì il Vangelo e lesse:

“Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta»”

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Grazie, “Il Signore ti dia Pace!”

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